Ultima modifica: 16 Ottobre 2017

Regolamento interno di Istituto

Regolamento di Istituto

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PARTE I – ATTRIBUZIONI CHE LA NORMA RISERVA AI VARI ORGANISMI

Art. 1 Attribuzioni del consiglio di istituto
Il consiglio di istituto elabora e adotta gli indirizzi generali per le attività della scuola e le scelte generali di gestione e amministrazione; adatta il piano dell’offerta formativa dell’istituto, delibera il programma finanziario annuale e il conto consuntivo.
Il consiglio di istituto, fatte salve le competenze degli altri organi collegiali, ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e delle attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:

  1. adozione del regolamento;
  2. adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali ed in relazione alla offerta formativa;
  3. criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi d’istruzione;
  4. promozione di contatti con le altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazione e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
  5. partecipazione dell’Istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;

Il consiglio di istituto indica, altresì, i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti e al coordinamento organizzativo dei consigli di classe, interclasse e intersezione; esprime parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo dell’istituto e stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi.
Delibera, sentito per gli aspetti didattici il collegio dei docenti, le iniziative dirette alla educazione alla salute e alla prevenzione delle dipendenze.
Adotta la carta del servizio scolastico e la aggiorna periodicamente.
Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dalle leggi e dai regolamenti alla sua competenza.

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Art. 2 – Attribuzioni della giunta esecutiva
Il consiglio di istituto elegge nel suo seno una giunta esecutiva composta da un docente, da un impiegato amministrativo o un ausiliario e da due genitori. Della giunta fanno parte di diritto il dirigente scolastico, che la presiede, e il direttore dei servizi generali e amministrativi, che svolge anche le funzioni di segretario della giunta stessa ; partecipa (con diritto di voto) il presidente del consiglio qualora eletto per la componente dei genitori.
La giunta:

  1. predispone il programma finanziario annuale e le eventuali variazioni;
  2. prepara i lavori del consiglio;
  3. designa nel suo seno la persona che, unitamente al dirigente scolastico e al direttore dei servizi generali e amministrativi, firma gli ordini di incasso (reversali) e di pagamento (mandati).

PARTE II – FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COLLEGIALI

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Art. 3 – Consiglio di istituto
Il consiglio di istituto ha la sua sede presso la scuola media “F.lli Corrà” di Isola della Scala in Via Rimembranza, 44.
Il consiglio di istituto è convocato ordinariamente dal presidente del consiglio stesso ogni qualvolta si presenti l’esigenza e almeno tre volte l’anno.
Il presidente è tenuto a disporre la convocazione su richiesta del dirigente scolastico ovvero di 1/3 dei componenti del consiglio stesso non oltre il 5° giorno dal ricevimento della richiesta di convocazione.
La convocazione deve essere disposta con un congruo preavviso, di massima non inferiore ai 5 giorni rispetto alla data delle riunioni.
In caso di particolare urgenza, il preavviso potrà essere dato tramite fonogramma 48 ore prima.
La convocazione deve essere effettuata con lettera diretta ai singoli membri dell’organo collegiale; si darà apposito avviso anche mediante affissione all’albo delle singole scuole e in spazi visibili alla generalità delle famiglie.
La lettera di convocazione può essere inoltrata ai genitori interessati tramite gli alunni con riscontro della avvenuta ricezione da parte dell’insegnante di classe.
L’avviso di convocazione deve indicare gli argomenti da trattare nella seduta.
La prima convocazione del consiglio di istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri, è disposta dal dirigente scolastico.

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Art. 4 – Elezione del presidente e del vicepresidente; funzioni del presidente
Nella sua prima seduta il consiglio è presieduto dal dirigente scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori componenti del consiglio stesso, il proprio presidente.
L’elezione ha luogo a scrutinio segreto.
Sono candidati tutti i genitori membri del consiglio.
E’ considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta (metà più uno dei voti espressi validamente).
Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il presidente è eletto su seconda convocazione a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano stati presenti alla seduta almeno la metà più uno dei componenti il consiglio in carica.
Nella medesima seduta, il consiglio può eleggere anche un vice presidente, da votarsi tra i genitori componenti il consiglio stesso secondo le stesse modalità previste per l’elezione del presidente.
In caso di impedimento o assenza del presidente ne fa le veci il vice presidente o in mancanza di quest’ultimo, il consigliere della componente genitori più anziano per età.
Il presidente regola la discussione garantendo a tutti il diritto di parola, disciplina la durata degli interventi, pone ai voti gli argomenti sui quali occorre deliberare, proclama il risultato delle votazioni, scioglie e aggiorna le sedute, accerta gli eventuali motivi di decadenza dei membri del consiglio, autentica con propria firma i verbali delle adunanze.
Il Presidente partecipa ai lavori della Giunta .

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Art. 5 – Elezione della giunta esecutiva
Nella prima seduta il consiglio elegge la giunta esecutiva.
Sono candidati tutti i membri del consiglio con esclusione dei membri di diritto della giunta. Partecipano alla votazione tutti i membri del consiglio.
Le elezioni hanno luogo a scrutinio segreto.
Ciascun elettore può votare tre nominativi di componenti del consiglio: il nominativo di un docente, il nominativo di un non docente, e il nominativo di un genitore. Risultano eletti per le rispettive componenti i nominativi con maggior numero di voti; a parità di voti risulta eletto il più anziano di età.
Qualora i membri eletti dovessero dimettersi, i dimissionari sono sostituiti mediante nuove elezioni da parte del consiglio.

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Art. 6 – Lavori del consiglio di istituto
Il presidente apre i lavori del consiglio, accertando l’esistenza del numero legale (la metà dei componenti in carica del consiglio), in mancanza del quale rinvia la seduta a nuova data.
Per gli atti deliberativi è necessaria la metà più uno dei componenti.
Nei lavori ci si deve attenere all’ordine del giorno. Il consiglio può votare a maggioranza la variazione dell’ordine di trattazione dei punti da discutere.
Nell’eventualità che l’ordine del giorno non sia esaurito, gli argomenti che rimangono da trattare andranno posti nell’ordine del giorno della seduta successiva.
L’ordine del giorno può prevedere la voce “varie ed eventuali” di contenuto esclusivamente informativo senza possibilità di deliberazione.
Nelle deliberazione la votazione avviene, di norma, per alzata di mano.
In casi riguardanti persone e in quelli di particolare riservatezza, con voto di mozione d’ordine, si procede alla votazione per scrutinio segreto.
Le deliberazioni vengono prese a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità è decisivo il voto del presidente.
Il verbale della seduta compilato dal segretario su apposito registro a pagine numerate viene letto e approvato all’inizio della seduta successiva.

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Art. 7 – Modalità di trattazione degli argomenti
La discussione di ciascun argomento all’ordine del giorno è introdotta da una breve relazione di un componente della Giunta Esecutiva o del presentatore della proposta.
Ciascun componente ha facoltà di intervenire nella discussione con diritto ad illustrare compiutamente il suo pensiero, proporre emendamenti e/o mozioni.
Al termine della discussione il relatore propone al Consiglio un motivato schema di delibera. La votazione finale riguarderà l’intero schema di deliberazione, comprensivo degli eventuali emendamenti approvati nel corso della discussione.
Prima della relativa votazione i consiglieri possono chiedere la parola per dichiarazione di voto.
Gli interventi dei consiglieri devono attenersi all’argomento in discussione.
La presentazione di interrogazioni e interpellanze può avvenire in forma orale o scritta, all’inizio della seduta; la loro discussione avviene dopo aver esaurito l’ordine del giorno.

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Art. 8 – Pubblicità delle sedute
Le sedute del consiglio di istituto sono pubbliche.
Vi possono assistere gli elettori delle componenti rappresentate nel consiglio di istituto, del consiglio scolastico distrettuale e provinciale e degli altri organismi scolastici del territorio.
L’ammissione alla sala della riunione può avvenire previo accertamento del diritto da parte del presidente, dietro presentazione di un documento di identità o per conoscenza diretta di almeno un membro del consiglio stesso.
In caso di interferenze da parte del pubblico, il presidente può invitare ad uscire chi è causa di disturbo. Qualora il comportamento del pubblico non consenta l’ordinato svolgimento dei lavori o la libertà di discussione e di deliberazione, il presidente dispone la sospensione della seduta e la sua ulteriore prosecuzione in forma non pubblica. Non è ammesso il pubblico quando siano in discussione argomenti concernenti le persone.
Il consiglio di istituto può invitare a partecipare alle proprie riunioni rappresentanti di Enti, servizi sanitari e sociali, istituzioni, sindacati al fine di approfondire l’esame dei problemi riguardanti la scuola.
Per i restanti organi collegiali, le sedute non sono pubbliche.

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Art. 9 – Decadenza
Il consigliere assente ingiustificato per tre sedute consecutive decade dalla carica e viene surrogato con le modalità previste dall’art. 22 del D.P.R. 416/74.
Le motivazioni delle assenze debbono essere comunicate all’ufficio del presidente.
La decadenza avviene d’ufficio quando un membro ha perduto i requisiti di eleggibilità.

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Art. 10 – Pubblicità degli atti
La pubblicità degli atti del consiglio avviene mediante affissione all’albo apposito dell’istituto della copia integrale del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio stesso. Analoga affissione avrà luogo presso l’albo dei plessi per deliberazioni concernenti aspetti rilevanti della loro vita.
Il dirigente scolastico ne dispone l’affissione immediata e attesta in calce ad essa la data di affissione. Le deliberazioni sono formulate a cura del dirigente sulla scorta del verbale redatto dal segretario del consiglio.
L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di 7 giorni dalla relativa seduta del consiglio. La copia delle deliberazioni deve rimanere esposta per un periodo di almeno 15 giorni.
Chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti per sè o per il proprio ente, può a proprie spese ottenere dalla segreteria dell’istituto, su richiesta scritta, copia delle deliberazioni pubblicate (legge 241/90).
Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’interessato.

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Art. 11 – Giunta esecutiva
La giunta esecutiva si riunisce per iniziativa del dirigente scolastico o su richiesta di almeno tre membri.
La convocazione normalmente dovrà essere fatta con un preavviso di almeno 5 giorni. Nei casi di urgenza potrà essere effettuata telefonicamente.
La giunta prepara l’ordine del giorno del consiglio tenendo conto delle proposte pervenute dai propri consiglieri o dagli altri organismi scolastici.
Le sedute della giunta sono valide se sono presenti la metà più uno dei componenti. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. In caso di parità prevale il voto del presidente.

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Art. 12 – Consigli di classe, di interclasse e di intersezione
I consigli di classe, di interclasse e di intersezione, nel rispetto degli obblighi dell’orario di servizio dei docenti e nel rispetto del piano annuale relativo all’utilizzazione delle ore funzionali all’insegnamento, sono convocati dal dirigente scolastico o dal suo delegato.
L’avviso di convocazione dovrà indicare gli argomenti da trattare.
Le riunioni dovranno avvenire in orario compatibile con le esigenze dei componenti eletti e nel rispetto dell’orario di servizio del personale scolastico definito nel contratto di lavoro. Le convocazioni non possono aver luogo oltre le 17,30.
Le funzioni di segretario sono attribuite dal dirigente scolastico o dal suo delegato a uno dei docenti membri del consiglio stesso.
All’inizio di ciascuna seduta il verbale della seduta precedente viene letto e approvato.
L’elezione dei rappresentanti dei genitori nei consigli ha luogo entro il secondo mese dell’anno scolastico. Nel caso di impossibilità di surroga vengono convocate elezioni di classe suppletive anticipate.

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Art. 13 – Collegio dei docenti
Il collegio dei docenti nelle sue varie articolazioni (unitario e specifico di singolo grado) è convocato secondo le modalità e per le materie stabilite dall’art. 7 del Decreto Legislativo n. 297/94 e dal regolamento relativo all’autonomia delle istituzioni scolastiche D.P.R.275/99.

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Art. 14 – Svolgimento coordinato dell’attività degli organi collegiali
Ciascun organo collegiale, in rapporto alle proprie competenze, svolge le proprie attività in modo coordinato con quelle degli altri organi collegiali.
Il dirigente scolastico assicurerà tale coordinamento tramite una adeguata programmazione dei tempi e dei contenuti delle attività dei vari organi collegiali.

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Art. 15 – Assemblee promosse dai genitori
Possono essere convocate assemblee: di singola classe/sezione, di gruppi di interclasse/intersezione, di intero plesso e/o di istituto.
Le assemblee di classe o sezione sono convocate dai rispettivi rappresentanti di classe o sezione eletti.
L’assemblea di interclasse/intersezione è convocata su richiesta della maggioranza dei rappresentanti di interclasse/intersezione.
L’assemblea di plesso è convocata su richiesta della maggioranza dei rappresentanti dei genitori eletti nei consigli di classe interclasse/intersezione del plesso o dal consiglio di istituto.
L’assemblea di istituto è convocata dal consiglio di istituto o dalla maggioranza dei genitori del consiglio di istituto.
La data e l’orario di svolgimento delle assemblee devono essere concordati, con congruo anticipo, con il dirigente scolastico il quale ne coordina il calendario.
L’assemblea è presieduta da chi ha proposto la convocazione.
Il dirigente scolastico autorizza la convocazione e la diffusione degli avvisi che devono contenere l’indicazione dell’ordine del giorno, l’orario e la sede dell’assemblea. Alle assemblee in questione possono partecipare con diritto di parola il dirigente scolastico e i docenti interessati; è comunque assicurata – se richiesta – la possibilità di riunione dei soli genitori per una parte del tempo dell’assemblea. Gli argomenti delle convocazioni devono riguardare tematiche culturali, educative e scolastiche.

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PARTE III – ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DELLA VITA E DELL’ATTIVITÀ DELLA SCUOLA

 
Norme comuni
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Art. 16 – Adattamenti del calendario scolastico e degli orari scolastici
Il calendario scolastico, stabilito annualmente dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalla Regione Veneto, può essere adattato dal Consiglio di Istituto alle condizioni ambientali (occasioni e ricorrenze locali, esigenze preventivate di manutenzione…) per l’intero istituto e in via eccezionale, per tutte le scuole appartenenti allo stesso grado scolastico.
Gli adattamenti del calendario e degli orari possono essere determinati anche in relazione alle esigenze di qualificazione dell’offerta formativa (accoglienza, recupero, arricchimento, flessibilità organizzativa e didattica). I relativi progetti devono essere predisposti dai collegi con congruo anticipo rispetto all’inizio dell’anno.

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Art. 17 – Rapporti scuola – famiglia
Lo sviluppo di rapporti efficaci tra scuola e famiglia è essenziale per la realizzazione del progetto culturale ed educativo della scuola.
Le modalità ordinarie per i vari gradi scolastici sono le seguenti:
 

A. SCUOLA DELL’INFANZIA

  1. Colloqui con gli insegnanti di sezione: La scuola organizza nel corso dell’anno per tutte le sezioni n. 2 occasioni di colloquio per illustrare i traguardi di sviluppo sul piano dell’autonomia, dell’identità e delle competenze conseguiti dall’alunno.
    Al di fuori di questi colloqui per motivi particolari, urgenti o gravi, le famiglie possono chiedere un colloquio con i docenti di sezione o con un solo docente che va effettuato entro 7 giorni dalla richiesta.
    Analoga modalità viene seguita per richieste di colloquio da parte del docente.
    I colloqui avvengono in tempi non coincidenti con gli impegni di insegnamento; informali ed essenziali scambi di informazione potranno aver luogo nei tempi di accoglienza o di prelievo del figlio.
  2. Assemblee di sezione: Per tutte le sezioni sono annualmente convocate n. 2 assemblee di sezione: entro 2 mesi dall’inizio delle attività didattiche per la presentazione dell’offerta formativa ed entro gli ultimi 2 mesi per la valutazione complessiva degli esiti conseguiti.
    Al termine della prima assemblea si procede alla elezione dei genitori rappresentanti nel consiglio di intersezione.
    Per i nuovi iscritti, prima dell’inizio delle attività, nell’ambito del progetto di inserimento e di accoglienza è convocata una specifica assemblea.
    Altre assemblee di sezione possono essere convocate in via straordinaria nel corso dell’anno scolastico dal genitore rappresentante, dai docenti e dal dirigente scolastico.
  3. Consigli di intersezione con la presenza dei genitori rappresentanti: Vengono convocati almeno 3 volte nel corso dell’anno scolastico.
    Ulteriori convocazioni possono essere proposte al dirigente scolastico dai genitori eletti. I consigli di intersezione, in relazione ad argomenti di interesse generale, possono essere allargati alla generalità dei genitori degli alunni della sezione.
  4. Informazione alle famiglie: Il documento di programmazione educativo – didattica elaborato dalle docenti contitolari di sezione è consegnato in copia al genitore rappresentante di sezione; esso può inoltre essere consultato dai genitori della sezione.
    Per tali finalità, il documento deve essere privato di quelle parti inerenti le informazioni sui singoli alunni.
    In occasione della iscrizione alle famiglie è fornito un documento illustrativo degli elementi fondamentali della Offerta formativa della scuola.

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B. SCUOLA PRIMARIA

  1. Colloqui con gli insegnanti di classe: La scuola organizza ogni due mesi colloqui con i genitori per esaminare i progressi conseguiti da ogni bambino o bambina; nei colloqui di febbraio e di giugno vengono illustrati i documenti di valutazione.
    Al di fuori di questi colloqui per motivi particolari, urgenti o gravi, le famiglie possono chiedere un colloquio con i docenti contitolari di classe o con un solo insegnante che va effettuato entro 7 giorni dalla richiesta; analoga modalità viene seguita per richieste di colloquio da parte del docente.
    I colloqui sono svolti in orari non coincidenti con le lezioni.
  2. Assemblee di classe: Per tutte le classi è annualmente convocata almeno una assemblea di classe o di modulo entro 2 mesi dall’inizio delle lezioni per la presentazione dell’offerta formativa proposta dai docenti contitolari. In tale occasione i genitori possono segnalare particolari esigenze di carattere educativo e formativo ed esprimere pareri e suggerimenti. Al termine di questa assemblea si procede alla elezione dei genitori rappresentanti di classe.
    E’ consentita la convocazione di una seconda assemblea in sostituzione di colloqui, entro i 60 giorni precedenti il termine delle lezioni, per la valutazione complessiva degli esiti conseguiti e per la riprogettazione relativa all’anno scolastico successivo. Tale decisione è assunta a livello di plesso.
    Ulteriori assemblee di classe possono essere convocate in via straordinaria nel corso dell’anno scolastico dal genitore rappresentante, dai docenti e dal dirigente scolastico.
    Prima dell’inizio delle lezioni o comunque nel corso delle prime settimane di lezione viene convocata una specifica assemblea dei genitori degli alunni di classe prima; analoga assemblea è convocata per classi o moduli ove si sia verificato il cambio dei 2/3 dei docenti.
  3. Consigli di interclasse con la presenza dei genitori rappresentanti: Vengono convocati almeno 3 volte nel corso dell’anno scolastico.
    Ulteriori convocazioni possono essere proposte al dirigente scolastico dai genitori eletti. I consigli di classe, in relazione ad argomenti di interesse generale, possono essere allargati alla generalità dei genitori degli alunni della classe.
  4. Informazione alle famiglie: Il documento di programmazione educativo-didattica elaborato dal team di docenti è consegnato in copia al rappresentante di classe; esso può inoltre essere consultato dai genitori della classe.
    Per tali finalità, il documento deve essere privato di quelle parti inerenti le informazioni sui singoli alunni.
    In occasione della iscrizione alle famiglie è fornito un documento illustrativo degli elementi fondamentali della offerta formativa della scuola.

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C. SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

  1. Colloqui generali pomeridiani: La scuola organizza ogni due mesi colloqui degli insegnanti di classe con le singole famiglie per esaminare i risultati conseguiti da ogni studente.
    Nei colloqui di febbraio e di giugno vengono illustrati i documenti di valutazione.
  2. Udienze al mattino: I docenti individuano nell’arco della settimana una quota oraria per colloqui con i genitori degli alunni. Tali colloqui sono attivati ad iniziare dal mese di novembre e sono sospesi nel mese di febbraio e dall’ultima decade di maggio fino al termine delle lezioni.
    Le quote orarie da destinare ai colloqui sono:

    • per i docenti con orario di cattedra, nella scuola media di Isola, superiore a 12 ore: 1h. settimanale di ricevimento;
    • per i docenti con orario di cattedra, fino a 12 ore: 1ora di ricevimento ogni 2 settimane o, in alternativa, ½ ora ogni settimana.
  3. Assemblee di classe: Per tutte le classi è annualmente convocata almeno una assemblea di classe entro 2 mesi dall’inizio delle lezioni per la presentazione dell’offerta formativa elaborata dai docenti nel consiglio di classe.
    In tale occasione i genitori possono segnalare particolari esigenze di carattere educativo e formativo ed esprimere pareri e suggerimenti.
    Al termine di queste assemblee si procede alla elezione dei genitori rappresentanti della classe.
    Ulteriori assemblee possono essere convocate in via straordinaria nel corso dell’anno scolastico dai genitori rappresentanti, dal docente coordinatore di classe e dal dirigente scolastico.
  4. Consigli di classe con la presenza dei genitori rappresentanti: Vengono convocati almeno 3 volte nel corso dell’anno scolastico.
    Ulteriori convocazioni possono essere proposte al dirigente scolastico dai genitori eletti. I consigli di classe, in relazione ad argomenti di interesse generale, possono essere allargati alla generalità dei genitori degli alunni della classe.
  5. Informazione alle famiglie: Il documento di programmazione educativo – didattica elaborato dal consiglio di classe è consegnato in copia ad un rappresentante di classe; esso può inoltre essere consultato dai genitori della classe.
    Per tali finalità, il documento deve essere privato di quelle parti inerenti le informazioni sui singoli alunni.
    In occasione dell’iscrizione alle famiglie è fornito un documento illustrativo degli elementi fondamentali dell’offerta formativa della scuola.
  6. Altre indicazioni comuni: Il dirigente scolastico riceve i genitori su appuntamento (anche telefonico) tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 13,00.
    I genitori sono invitati a controllare quotidianamente le eventuali comunicazioni tra scuola e famiglia.
    L’ingresso a scuola dei genitori in orario scolastico è consentito solo per casi urgenti e gravi; relativamente alla scuola elementare, i genitori degli alunni di 1ª, possono accompagnare il proprio figlio in classe nelle prime due settimane scolastiche .
    Relativamente alla scuola materna, i genitori possono accedere nella scuola ed accompagnare i propri figli negli spazi scolastici entro l’arco definito per l’accoglienza e per l’uscita da scuola.
    Al fine di evitare disagi nei rapporti tra la scuola e le famiglie, è fatto divieto di effettuare regali ai docenti e agli altri operatori della scuola.

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Art. 18 – Comitati e associazioni di genitori
Al fine di incrementare la collaborazione della scuola con le famiglie e la società civile, l’istituto favorisce la costituzione di comitati e associazioni di genitori di alunni frequentanti, finalizzati alla realizzazione di iniziative e manifestazioni scolastiche di natura culturale, formativa e ricreativa.
A tal fine programmano e coordinano le proprie azioni d’intesa con gli organismi scolastici.

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Art. 19 – Uscite senza mezzi di trasporto
Le uscite, effettuate per motivi di ricerca e conoscenza ambientale, vanno programmate tra le normali attività della scuola dai docenti contitolari di classe e/o di sezione.
Il docente accompagnatore, prima di uscire dall’ambiente scolastico, curerà di avvisare il dirigente o – per le scuole decentrate – il capogruppo, precisando meta – itinerario – classi e accompagnatori. A tal fine gli insegnanti, all’inizio di ogni anno scolastico, si provvederanno di un generico consenso da parte dei genitori.

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Art. 20 – Viaggi di istruzione e visite guidate
Le iniziative – ai fini di questo regolamento – sono così denominate:

  • visite guidate ( denominate anche uscite didattiche);
  • viaggi d’istruzione ;
  • viaggi connessi con attività sportive.

Le visite guidate hanno una durata massima di una giornata con inizio non anteriore alle ore 7,00 e con termine coincidente con quello dell’orario di lezione.
I viaggi d’istruzione possono essere organizzati avendo meta unicamente nel territorio nazionale e, solo limitatamente alle classi terze delle scuola media, avendo meta anche oltre i confini nazionali.
Possono iniziare in orario antecedente alle ore 7,00 e terminare con un orario che consenta la partecipazione degli alunni alle attività didattiche del giorno successivo; la durata di tali viaggi può anche essere di più giorni.
Per ciascuna classe o sezione è consentito effettuare, nel corso dell’anno scolastico, un numero di visite guidate ritenuto idoneo ad integrare i contenuti della programmazione didattica.
Ciascuna classe o sezione può effettuare viaggi d’istruzione fino ad un massimo di gg. 6 complessivi.
Le uscite che si svolgono nell’arco di una sola giornata non dovranno superare le seguenti distanze stradali o ferroviarie comprensive di andata e ritorno:

  • 100 Km per gli alunni di scuola materna;
  • 200 Km per gli alunni del 1° ciclo;
  • 400 Km per gli alunni del 2° ciclo;
  • 600 Km per gli alunni di scuola media.

Deroghe a tali limiti, per rilevanti e motivate esigenze, sono determinate dal consiglio di istituto.
Le procedure per la programmazione e gestione coinvolgono i seguenti organismi scolastici:

  1. il consiglio di classe – interclasse – intersezione formula entro i primi 2 mesi dell’anno scolastico l’insieme delle proposte all’interno della programmazione educativa e didattica; tali proposte sono presentate alle famiglie o ai loro rappresentanti.
    Gli insegnanti che all’interno del consiglio propongono l’iniziativa assumono l’incarico di organizzatori responsabili;
  2. il collegio dei docenti approva l’insieme delle iniziative sotto il profilo didattico;
  3. il consiglio di istituto autorizza l’attuazione delle iniziative in coerenza con i presenti criteri e definisce gli aspetti finanziari e gli aspetti amministrativo-contabili.

La partecipazione alle visite guidate deve riguardare la generalità degli alunni.
La partecipazione ai viaggi di istruzione deve essere di almeno 4/5 degli alunni della classe.
I viaggi di carattere sportivo si possono realizzare con una quota di partecipazione non inferiore ai 2/3 degli alunni; a tale limite si può derogare in occasione di tornei e gare sportive.
Gli alunni sono affidati ai docenti accompagnatori, appartenenti alle classi frequentate dagli alunni partecipanti al viaggio e di norma di materie attinenti alle finalità dell’iniziativa e determinati nella misura, di norma, di un docente ogni 15 alunni; deroghe a tale rapporto sono previste in relazione al grado scolastico, alla meta, alla durata dell’iniziativa e alla composizione della classe.
In caso di partecipazione di alunni con handicap, se necessario, si può prevedere la presenza dell’insegnante di sostegno e/o dell’assistente personale.
Deve essere assicurato l’avvicendamento dei docenti accompagnatori in modo da limitare la partecipazione di un medesimo docente ad un massimo di 6 iniziative nel medesimo anno scolastico.
I viaggi d’istruzione possono prevedere la partecipazione di genitori e di personale non docente per lo svolgimento di attività di supporto nella sorveglianza e di compiti organizzativi e logistici.
Per le iniziative indicate nel presente articolo, valgono per il personale docente e non docente in tema di trattamento economico, le determinazioni fissate nei criteri per la gestione del fondo della istituzione scolastica.
E’ fatto divieto per le sole classi 3^ Medie di effettuare visite e viaggi nei 30 giorni precedenti il termine delle lezioni, durante i quali l’attività didattica è, in modo più accentuato, indirizzata al completamento dei programmi di studio.
Il consiglio d’istituto può delegare il dirigente scolastico ad autorizzare ulteriori proposte di visite guidate ad integrazione della programmazione formulata ad inizio d’anno.
Le quote di partecipazione alle spese per i viaggi di istruzione o visite guidate di ciascun alunno saranno gestite nel seguente modo:

  • Gli importi superiori a €. 15 (15 Euro) pro capite devono essere versati dai genitori all’istituto cassiere.
  • Per gli importi fino a €. 15 (15 Euro) pro-capite, un genitore incaricato raccoglierà l’intera somma e provvederà ad effettuare il versamento in banca.

Deve essere richiesto l’assenso scritto dei genitori per ciascuna delle iniziative proposte.
Gli automezzi utilizzati dovranno essere in possesso di tutti i requisiti di sicurezza contemplati dalle disposizioni vigenti in materia di circolazione di autoveicoli. E’ fatto divieto di utilizzare macchine private.

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Art. 21 – Distribuzione di materiali, avvisi, pubblicazioni nella scuola
Scritti a mano o a stampa prodotti da Enti e Associazioni, rivolti alle famiglie e concernenti attività extrascolastiche di contenuto culturale, sportivo, ricreativo possono circolare ed essere consegnati agli alunni previa autorizzazione della presidenza.
L’autorizzazione sarà data alle seguenti condizioni:

  1. che non sia fonte occulta o palese di pubblicità;
  2. che non turbi il normale svolgimento delle lezioni;
  3. che non contrasti con i fini istituzionali della scuola.

Durante il periodo delle elezioni scolastiche negli edifici scolastici saranno messi a disposizione appositi spazi per l’affissione di scritti riguardanti l’illustrazione dei programmi e la propaganda dei candidati.
Gli stessi potranno, su autorizzazione del dirigente scolastico, essere distribuiti alle famiglie tramite gli alunni.
E’ consentito l’uso e/o la distribuzione di materiali didattici utili allo svolgimento di attività scolastiche forniti gratuitamente da Enti pubblici e/o privati che eventualmente contengano inserti di pubblicità. In tal caso la pubblicità e i prodotti a cui essa si riferisce non devono essere per forma e per contenuto in contrasto con le finalità educative dell’istituzione scolastica.

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Art. 22 – Criteri generali per l’assegnazione dei docenti alle classi o sezioni
Il dirigente scolastico dispone l’assegnazione degli insegnanti alle classi e alle sezioni nel rispetto dei criteri che seguono.

  1. Si assicurerà la conferma per continuità didattica, nelle medesime classi/sezioni degli insegnanti di ruolo (anche se non titolari) del precedente anno scolastico.
  2. Nel caso vi siano più posti vacanti nel plesso da coprire per tutto il periodo di lezione, si assicurerà una equa distribuzione di insegnanti titolari e non titolari tra le classi o le sezioni.
    In modo analogo si procederà in presenza di insegnanti neo trasferiti e neo immessi in ruolo.
  3. Al termine del ciclo, se richiesto, si consentirà il passaggio ad altro modello scolastico funzionante nel plesso.
  4. Nel caso non vi siano situazioni richiamate dai precedenti criteri e non vi siano esigenze psicopedagogiche da considerare, i docenti interessati all’assegnazione possono esprimere delle preferenze per la classe o la sezione; in caso di concorrenza di più docenti nella medesima preferenza sarà data precedenza in relazione dell’anzianità di servizio di ruolo e pre ruolo e alla continuità di servizio nell’istituto.
  5. Nei casi in cui è richiesta una particolare valutazione psico-pedagogica (relativa alla classe o sezione) il dirigente scolastico effettuerà l’assegnazione in deroga ai criteri sopraindicati.

Il dirigente scolastico tenendo conto di tali criteri formula all’inizio di ogni anno scolastico una proposta di assegnazione e la illustra al collegio dei docenti; acquisito il parere e le eventuali osservazioni del collegio, procede all’assegnazione e, in caso di scelta difforme dal parere del collegio, fornisce le motivazioni agli interessati.

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Art. 23 – Collaborazioni con esperti esterni
La scuola per qualificare, arricchire e ampliare le sue attività può avvalersi della collaborazione di esperti esterni.
Le collaborazioni occasionali rese a titolo gratuito saranno autorizzate dal dirigente scolastico su richiesta motivata da parte del docente.
Le collaborazioni implicanti impegni di spesa e quelle caratterizzate da una significativa estensione temporale devono essere previste in progetti sottoposti all’approvazione del collegio docenti e, per gli aspetti finanziari, del consiglio di istituto. L’esperto individuato – in collaborazione con gli insegnanti proponenti – dovrà presentare un progetto nel quale siano esplicitati gli aspetti essenziali dell’intervento (obiettivi, contenuti, metodi, organizzazione, modalità di valutazione).

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Art. 24 – Richieste di contributi alle famiglie e acquisto di materiale didattico integrativo.
Le richieste di contributi volontari alle famiglie sono deliberate dal Consiglio di Istituto. La gestione delle somme raccolte ha luogo attraverso il bilancio nel rispetto della destinazione indicata in occasione della raccolta.
La proposta motivata può essere formulata dal consiglio di istituto, dal collegio docenti, dai consigli di classe/interclasse/intersezione e dai docenti contitolari di classe/sezione previo assenso dei genitori rappresentanti.
I docenti, nell’ambito della programmazione educativa e didattica d’inizio anno, definiscono i materiali e gli strumenti necessari e obbligatori per la efficace e piena partecipazione degli alunni alle attività scolastiche e a quelle avente carattere integrativo e facoltativo; informano di tali scelte le famiglie nelle occasioni di incontro previste dal presente regolamento.
Le richieste di quote fino a 3€ sono deliberate dalla Giunta Esecutiva.

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Art. 25 – Criteri generali per l’espletamento dei servizi amministrativi
I servizi amministrativi sono organizzati ed espletati in relazione all’offerta formativa e alle esigenze degli utenti (docenti, genitori, fornitori…).
Nei periodi di lezione determinati dal calendario di scuola elementare e media, l’ufficio osserverà un orario di funzionamento esteso ad almeno un pomeriggio della settimana. Aperture pomeridiane potranno essere programmate anche in occasione di impegni di organi collegiali, scrutini, esami.
Nei periodi di sospensione delle lezioni l’orario sarà antimeridiano. Il dirigente scolastico, in relazione alle attività scolastiche annualmente definite nel piano dell’offerta formativa, e dopo aver sentito il parere del direttore dei servizi generali ed amministrativi, determina gli orari di funzionamento della segreteria e le modalità di accesso da parte degli utenti (personale docente e non docente, genitori, fornitori…).

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Art. 26 – Regole per il benessere dell’alunno e della scuola
Il mantenimento e la promozione dello stato di salute rappresenta un dovere verso l’alunno e verso la comunità scolastica.
Le famiglie si impegnano ad inviare i figli in adeguate condizioni igieniche e di benessere psicofisico ed indicano alla scuola o ai propri insegnanti i recapiti telefonici (di casa, di lavoro, di parenti) da utilizzare nelle situazioni di necessità.
Nel caso in cui l’alunno presenti sintomi di malattia acuta ed improvvisa con temperatura uguale o superiore ai 37,5° C., i docenti cureranno di avvertire immediatamente i genitori o chi ne fa le veci (o altri familiari con delega alla cura) chiedendo la sospensione della frequenza.
Nel caso in cui i genitori (o familiari delegati) non siano rintracciabili, il docente valuterà la eventualità di trasferimento al Pronto Soccorso.
Il personale della scuola non può somministrare medicinali ai frequentanti.
In caso di malore o infortunio, l’insegnante informerà immediatamente un componente della squadra di Primo Soccorso concordando a seconda dei casi:

  1. la permanenza a scuola dell’infortunato
  2. l’avviso delle famiglia per la valutazione comune della soluzione da adottare
  3. la chiamata dell’ambulanza per il trasferimento dell’alunno al Pronto Soccorso.

L’insegnante che rilevi nell’alunno segni sospetti di malattia infettiva avvertirà la famiglia per il suo immediato allontanamento; la riammissione avverrà solo con certificato medico, riportante l’idoneità alla frequenza scolastica, anche per assenza di un giorno.
L’alunno che sia rimasto assente per malattia dalla scuola per un periodo uguale o superiore a 5 giorni (compresi il sabato e la domenica se all’interno del periodo di assenza), viene ammesso soltanto dietro presentazione di dichiarazione medica di idoneità della frequenza.
Alla famiglia si consiglia di avvisare i docenti nei casi di malattia infettiva.
Nei casi di malattie particolarmente contagiose il personale ausiliario accentuerà le misure igieniche all’interno della scuola.
Per migliorare la correttezza e l’efficacia dei propri comportamenti i docenti potranno avvalersi della consulenza pediatrica delle ASL o dei servizi sanitari del Distretto.
Nelle scuole ove è predisposto il servizio mensa può essere costituita una apposita commissione con compiti consultivi, propositivi e di controllo.
Di tale commissione fanno parte: il dirigente scolastico, docenti e genitori proposti dai consigli di classe/interclasse/intersezione, rappresentanti della ditta incaricata del servizio e rappresentanti dell’ente locale.

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PARTE IV – NORME SPECIFICHE PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA

Art. 27 – Iscrizioni
Le iscrizioni alla dell’infanzia si effettuano secondo le disposizioni ministeriali in vigore fino al raggiungimento del numero massimo di 150 alunni
In caso di insufficiente disponibilità di posti rispetto alla domanda si darà priorità a:

  • bambini residenti nella frazione, con precedenza a quelli di 5 anni, poi a quelli di 4 e infine a quelli di 3;
  • bambini residenti nel Comune con lo stesso ordine di precedenza;
  • bambini provenienti da altri Comuni, sempre con lo stesso ordine di precedenza.

In caso di disponibilità di posti possono essere ammessi alunni anticipatari; in tal caso l’ammissione avrà luogo in relazione all’età e nel rispetto delle priorità sopra indicate.
L’iscrizione avviene di norma nei modi e nei tempi stabiliti dal Ministero; l’eventuale richiesta di frequenza ad anno scolastico iniziato viene accolta in relazione alla disponibilità dei posti l’assegnazione alla sezione viene determinata dal dirigente scolastico dopo aver sentito i docenti delle sezioni interessate.

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Art. 28 – Formazione delle sezioni
La scuola dell’infanzia “A. Pezzo” è organizzata per sezioni di bambini omogenei per età. In relazione all’andamento delle iscrizioni e alla presenza di alunni con handicap e/o grave svantaggio, possono essere costituite una o più sezioni comprendenti alunni di più età.
La formazione delle nuove sezioni di scuola materna avviene per sorteggio, effettuato da una commissione composta dal dirigente scolastico e da due insegnanti di scuola materna designate dal collegio dei docenti.
Nella composizione delle sezioni omogenee per età si rispetta il criterio dell’equità numerica tra i sessi, i casi problematici rilevanti e segnalati (svantaggio, handicap ..), e gli alunni con frequenza al nido.
Nei casi di sdoppiamento il consiglio di intersezione, sentiti i genitori rappresentanti delle sezioni interessate, procederà in modo da soddisfare le esigenze di continuità didattica e quelle complessive della scuola.
Per l’assegnazione degli alunni provenienti da altre scuole o da inserire nel corso dell’anno scolastico, dopo aver verificato il numero di alunni regolarmente iscritti e frequentanti si procede nel modo seguente:

  • se l’alunno è uno solo viene assegnato alla sezione meno numerosa della medesima età; se le sezioni hanno un numero uguale di alunni si effettua il sorteggio;
  • se gli alunni sono più di uno contemporaneamente, si sorteggia l’ordine di inserimento e quindi si procede come indicato al punto precedente.

Nelle operazioni indicate nel presente articolo ove è necessario privilegiare criteri psico-pedagogici e dove è presupposta una valutazione di ordine tecnico, l’assegnazione è fatta dal dirigente scolastico dopo aver interpellato i docenti interessati.
L’assegnazione dei docenti alle nuove sezioni – ove non vi si siano vincoli organizzativi – avviene per sorteggio.

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Art. 29 – Orario settimanale e giornaliero
Le attività educative della scuola materna statale si svolgono su cinque giorni settimanali, dal lunedì al venerdì.
L’inizio delle attività giornaliere è stabilito dal consiglio di istituto, sentito il parere dei consigli di intersezione a composizione completa e sulla base delle disponibilità strutturali e dei servizi.
Il funzionamento delle scuole nella giornata del sabato e/o il prolungamento dell’attività oltre l’ottava ora, possono essere adottati dal consiglio di istituto in relazione al numero delle richieste (non inferiore a 15) ed in relazione alla consistenza numerica delle sezioni (non superiori alla media di 22 alunni per sezione).
Le richieste di cui al precedente comma devono essere motivate da esigenze lavorative di tipo continuativo di entrambi i genitori dell’alunno.
L’attivazione da parte della scuola del servizio richiesto impegna gli alunni ad una frequenza continuativa; in caso di mancanza o irregolare frequenza per prolungato periodo, l’ammissione al servizio sarà revocata.
L’ingresso e l’accoglienza a scuola ha luogo entro le ore nove di ogni mattina; il prelievo e l’uscita dei bambini ha luogo nel corso degli ultimi 15 minuti dell’orario di funzionamento della scuola; è inoltre prevista una uscita dopo il pasto, in un arco di tempo di 15 minuti fissato dal collegio dei docenti e comunicato alle famiglie.
Riduzioni o adattamenti dell’orario di funzionamento della scuola, proposti dal collegio dei docenti per favorire la realizzazione di iniziative di accoglienza e di inserimento, potranno essere deliberati dal consiglio di istituto in presenza del consenso generalizzato dei genitori interessati.

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Art. 30 – Vigilanza sugli alunni e altre norme organizzative della scuola
Il personale docente deve trovarsi nella scuola almeno cinque minuti prima dell’inizio della attività scolastica per espletare le operazioni preliminari (sistemazioni di materiali, attrezzi, spazi…) necessarie al regolare inizio delle attività didattiche degli alunni.
La responsabilità diretta dei genitori cessa al momento in cui gli alunni vengono ricevuti dall’insegnante e riprende nel momento in cui escono dall’ambiente scolastico, al termine delle attività.
Il personale ausiliario o in sua mancanza il personale docente provvederà a chiudere la porta al termine dell’arco orario destinato all’accoglienza.
La vigilanza e l’assistenza dei bambini per tutto l’arco della giornata scolastica competono di norma ai docenti; solo in casi di particolare necessità possono essere svolte dal personale ausiliario in servizio.
Gli alunni condotti a scuola in ritardo giustificato rispetto all’orario di accoglienza sono ammessi nella scuola.
In caso di ricorrente ritardo va avvertito il dirigente scolastico.
Gli alunni all’uscita da scuola andranno consegnati a genitori o a persona maggiorenne designata dalla famiglia con delega scritta fornita all’insegnante.
Nel caso di uscite anticipate che debbono protrarsi nel tempo, il genitore deve presentare domanda scritta al dirigente scolastico per l’autorizzazione.
Dopo un mese (30 giorni continuativi) di assenza ingiustificata il bambino si intende ritirato dalla scuola.
E’ necessario che ogni famiglia lasci all’insegnante più recapiti telefonici (di casa, di lavoro, di parenti…).
L’ingresso e l’uscita degli alunni che utilizzano il mezzo di trasporto avviene con la sorveglianza del personale ausiliario.
Nel passaggio da una attività all’altra durante l’orario scolastico, gli insegnanti interessati provvedono alla custodia degli alunni nei modi che sono definiti nell’ambito della programmazione educativa e didattica.
Durante le attività per gruppi la sorveglianza è demandata al docente che ha in affidamento gli alunni stessi.
L’insegnante titolare che si assenta dal servizio deve avvertire tempestivamente la segreteria onde poter assicurare la continuità delle attività mediante la nomina di personale supplente.
In tutti i casi deve essere assicurata la vigilanza degli alunni in orario scolastico.
A tal fine, in caso di ritardo, di impedimento temporaneo di un’insegnante, l’insegnante capogruppo ovvero l’insegnante con maggiore anzianità di servizio determina – in relazione agli elementi della situazione – l’affidamento della sezione scoperta alla vigilanza del personale ausiliario oppure ad altro docente in servizio a disposizione della scuola, oppure l’abbinamento di sezione o la suddivisione degli alunni nelle altre sezioni.

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PARTE V – NORME SPECIFICHE PER LA SCUOLA PRIMARIA

Art. 31 – Orario delle attività didattiche
L’orario delle attività didattiche ha la durata di 27 ore settimanali, elevabili a 30 in relazione all’attuazione dell’insegnamento della lingua straniera.
La strutturazione degli orari avrà luogo sulla base dei seguenti criteri:

  1. a) l’orario delle attività didattiche è ripartito in sei giorni alla settimana con l’effettuazione di almeno un rientro pomeridiano per le classi del primo ciclo e di almeno due per le classi del secondo ciclo;
  2. b) il turno antimeridiano non potrà eccedere la durata di quattro ore e 10 minuti;
  3. c) l’intervallo tra turno antimeridiano e turno pomeridiano non potrà essere inferiore a un’ora e quindici minuti;
  4. d) l’intervallo per la ricreazione antimeridiana non dovrà superare di massima i 15 minuti; è consentita una pausa nel corso delle attività pomeridiane di durata massima di 10 minuti;

In presenza di richiesta delle famiglie e della garanzia dei servizi necessari (mensa, trasporto, personale ausiliario…), è possibile l’adozione di un orario settimanale in cinque giorni.
Tale soluzione nel caso di costituzione di classi parallele, dovrà tenere conto delle esigenze di equilibrio quantitativo e qualitativo degli alunni tra le classi.
Il consiglio di istituto determina gli orari di inizio e di termine delle attività didattiche antimeridiane e pomeridiane, sentito il parere dei consigli di interclasse a composizione completa e tenuto conto delle disponibilità strutturali dei servizi.

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Art. 32 – Vigilanza sugli alunni e altre norme organizzative della scuola
Il personale docente deve trovarsi nella scuola almeno cinque minuti prima dell’inizio della attività scolastica per espletare compiti di vigilanza: raccolta degli alunni, accompagnamento ordinato nelle aule, sistemazioni varie per l’inizio delle attività didattiche.
L’apertura dei cancelli e l’ingresso degli alunni nella scuola avrà luogo nei 5 minuti precedenti l’inizio delle lezioni; nelle giornate di pioggia e di neve, l’accesso nei cortili potrà aver luogo nei 10 minuti precedenti l’inizio delle lezioni.
Il personale ausiliario provvederà a chiudere la porta di ingresso cinque minuti dopo l’inizio delle lezioni.
Gli alunni in ritardo giustificato rispetto all’orario di cui sopra sono ammessi in classe; in caso di ricorrente ritardo va avvertito il dirigente scolastico, anche se l’alunno è accompagnato dai genitori.
Nel caso di mancata giustificazione scritta, l’alunno viene ugualmente accolto segnalando il fatto alla famiglia.
Gli alunni all’uscita da scuola vanno consegnati a genitori o a persone maggiorenni da questi delegate.
Il Dirigente Scolastico potrà in via eccezionale e su richiesta della famiglia autorizzare l’uscita autonoma di alunni di classe 5^ o di età corrispondente , dopo aver acquisito il parere favorevole dei docenti di classe dei livelli di autonomia conseguiti dall’alunno; in tal caso non potrà utilizzare la bicicletta.
Le uscite degli alunni dalla scuola prima della fine delle lezioni sono autorizzate dall’’insegnante; le uscite anticipate, protratte nel tempo, sono autorizzate dal dirigente scolastico.
Ogni assenza dalle lezioni dovrà essere giustificata per iscritto.
Nei casi di ritardo nel prelievo da parte degli alunni da parte dei familiari, gli alunni vanno trattenuti dai docenti per almeno 10 minuti, successivamente vanno consegnati ai collaboratori; trascorsi 20 minuti si procederà a segnalare al comando Polizia municipale .
Durante l’intervallo del mattino, che non dovrà superare i 15 minuti, e durante ogni altra interruzione delle lezioni, è necessario che il personale insegnante provveda alla sorveglianza degli alunni in modo continuo e responsabile.
Durante il tempo mensa, l’assistenza educativa è svolta dal personale docente, di norma secondo un criterio di alternanza tra i contitolari di modulo.
Ad un insegnante possono essere affidati gli alunni del modulo di contitolarità fino ad un massimo di 27, gli alunni di altre classi fino ad un massimo di 23; deroghe possono essere determinate dal capo di istituto per situazioni particolari.
Al termine delle lezioni, l’uscita degli alunni avviene per classi o per gruppi di attività e sotto la sorveglianza del personale docente, che accompagna gli alunni della propria classe fino al cancello.
Per gli alunni può essere predisposto un servizio di accoglienza e di vigilanza in orari pre e/o post-scolastici in relazione a convenzioni stipulate con l’Ente Locale e ad intese con i collaboratori scolastici dipendenti della scuola.
Nel passaggio da una attività all’altra durante l’orario scolastico, gli insegnanti interessati provvederanno alla custodia degli alunni nei modi che verranno concordati nel consiglio di interclasse ordinario.
Durante le attività per gruppi di alunni la sorveglianza è demandata al docente che ha in affidamento gli alunni stessi.
L’insegnante titolare che si assenta dal servizio deve avvertire tempestivamente la segreteria onde poter assicurare la vigilanza e la continuità delle lezioni mediante la nomina di personale supplente.
In tutti i casi deve essere assicurata la vigilanza degli alunni in orario scolastico.
A tal fine, in caso di ritardo, di impedimento temporaneo di un’insegnante, l’insegnante capogruppo, o in sua assenza l’insegnante con maggiore anzianità in servizio, affida la classe scoperta alla vigilanza del personale ausiliario oppure procede, ove è possibile, ad abbinamento di classi.

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Art. 33 – Criteri e procedure per la formazione delle classi prime parallele
Per la formazione delle classi prime sono adottati criteri di equilibrata distribuzione al fine di assicurare la composizione di classi omogenee tra di loro ed eterogenee al loro interno.

Dal punto di vista operativo si procederà a:

  • suddividere equamente maschi e femmine in ciascuna classe;
  • suddividere equamente gli alunni in base al livello di maturità personale raggiunto, nonché gli alunni con handicap e i casi con svantaggio socio-culturale;
  • formare classi tendenzialmente omogenee nel numero degli alunni;
  • assicurare, per quanto riguarda il plesso di Isola della Scala, la presenza in una medesima classe di più di un alunno proveniente dalla medesima sezione di scuola materna.

La procedura di formazione delle classi avviene per sorteggio degli alunni collocati nei vari raggruppamenti e fasce ed è curata da una commissione composta dal dirigente scolastico, da 2 docenti di scuola materna (statali e non statali) e da 2 docenti di scuola elementare di classe I designati dai rispettivi collegi.
Il consiglio di istituto potrà prendere visione degli atti relativi alle operazioni effettuate dalla commissione.
Le richieste da parte delle famiglie di assegnazione a classi secondo il modello di tempo normale o tempo pieno (40 ore) sono accolte nel limite delle risorse professionali messe a disposizione della scuola.
Nel caso di esubero delle richieste delle famiglie si terranno in considerazione:

  1. alunni residenti nel comune di Isola con certificazione e alunni con un solo genitore;
  2. alunni residenti nel comune di Isola graduati in relazione all’impegno lavorativo di entrambi i genitori ( punti 10 ), alla presenza di altri figli frequentanti il tempo pieno ( punti 5), al numero dei fratelli minori fino a 11 anni ( punti 3);
  3. alunni iscritti dopo il termine e alunni residenti in altri comuni, graduati secondo i medesimi elementi del punto b).

Gli alunni che si iscrivono nel corso dell’anno scolastico sono assegnati alla classe meno numerosa o in caso di parità numerica a quella che precede in ordine alfabetico.
Nel caso vi siano più alunni da assegnare si sorteggia l’ordine di inserimento degli alunni e quindi si procede come indicato nel punto precedente.
Nelle operazioni indicate nel presente articolo, ove sia necessario privilegiare criteri psico-pedagogici segnalati dai docenti e dal dirigente, l’assegnazione viene fatta dal Dirigente Scolastico, sentiti i docenti interessati, in deroga al sorteggio ma sempre nel rispetto del principio di equieterogeneità.
L’assegnazione dei team di docenti alle nuove classi prime – ove non vi siano vincoli organizzativi o motivazioni psicopedagogiche – avviene per sorteggio alla presenza degli interessati.

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PARTE VI – CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA-FAMIGLIA E REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DI SCUOLA PRIMARIA

TITOLO I: CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA-FAMIGLIA

Art. 34 – La corresponsabilità educativa della scuola e della famiglia
L’istruzione, la formazione e l’educazione dei minori richiede l’impegno corresponsabile della scuola, della famiglia e degli alunni. Per favorire l’integrazione degli interventi e delle responsabilità, vengono qui di seguito esplicitati gli impegni di ciascuno dei soggetti coinvolti.

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Art. 35 Impegni dei genitori

  • educare i figli al senso di responsabilità ed al rispetto degli altri per costruire una comunità scolastica più accogliente per tutti;
  • partecipare alle iniziative e agli incontri organizzati dalla scuola;
  • collaborare in maniera costruttiva alle varie attività;
  • controllare il materiale scolastico e l’esecuzione dei compiti di casa;
  • assicurare ai figli un ambiente idoneo alla concentrazione e alla comunicazione favorendo un rapporto di dialogo;
  • collaborare con gli insegnanti per rimuovere le cause di eventuali difficoltà scolastiche dei figli;
  • aiutare i figli a crescere nel rispetto degli insegnanti e di tutte le persone che lavorano nella scuola;
  • dedicare tempo e impegno personale ai figli ed alla scuola per favorire una formazione umana e culturale adeguata.

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Art.36 Impegni dei docenti

  • creare un ambiente sereno dove gli alunni si sentano accettati e valorizzati nella loro diversità;
  • ascoltare gli alunni e dialogare con loro;
  • promuovere positive relazioni all’interno della classe e nella comunità scolastica;
  • illustrare l’offerta formativa ai genitori e agli alunni rendendoli consapevoli e partecipi delle attività e dei traguardi da raggiungere;
  • proporre in modo chiaro e motivante i contenuti disciplinari indicati nella programmazione educativa di classe e adeguati ai bisogni formativi specifici degli alunni, assicurandone l’opportuna gradualità di attuazione;
  • favorire l’apprendimento stimolando gli interessi degli alunni, considerando le loro capacità e diversificando le proposte;
  • assegnare il lavoro pomeridiano tenendo conto del carico giornaliero e dell’autonomia raggiunta dagli alunni;
  • comunicare, attraverso il quaderno degli avvisi, informazioni su eventuali difficoltà, problemi e risultati ottenuti;
  • usare un linguaggio e un atteggiamento rispettosi ed educativi atti a promuovere nell’alunno una positiva immagine di sé.

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Art.37 Impegni degli alunni

  • rispettare le regole della scuola;
  • tenere un comportamento educato e rispettoso;
  • rispettare gli insegnanti e il personale della scuola, nel comportamento, nel linguaggio;
  • aver cura delle proprie cose e rispettare quelle degli altri;
  • essere muniti dell’occorrente necessario per lo svolgimento delle attività didattiche previste;
  • svolgere e completare i compiti assegnati;
  • cogliere ed apprezzare le diversità dei compagni ed aiutare gli altri in relazione alle proprie potenzialità;
  • esprimersi con un linguaggio adeguato.

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TITOLO II: COMPORTAMENTO,RESPONSABILITA’ E SANZIONI

Art. 38 – Criteri di applicazione
I provvedimenti disciplinari devono avere finalità educativa e tendere al rafforzamento del senso di responsabilità dell’alunno e al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.
La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.
Le sanzioni devono essere proporzionate all’età e maturità dell’alunno, alla tipologia e gravità delle infrazioni disciplinari commesse.
Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica (sospensione) può essere disposto solo in caso di gravi e reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori a 15 giorni.
Nell’irrogare le sanzioni vanno sempre tenute in considerazione sia le attenuanti (come la condotta precedente dell’alunno) sia le aggravanti (come la recidiva o il pericolo per l’incolumità delle persone).
Le sanzioni irrogate, ad esclusione del richiamo verbale, devono essere comunicate alla famiglia dell’alunno per iscritto tramite il diario o il libretto personale.

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Art. 39 – Mancanze disciplinari
I comportamenti che configurano mancanze disciplinari, ai fini del presente regolamento, sono così ordinati:

A
  • Dimenticanze del materiale
  • Compiti non svolti
  • Lezioni non studiate
  • Comunicazioni a casa non firmate
  • Disturbo alle attività (chiacchiere continue, interventi non autorizzati, spostamenti non autorizzati, ecc.)
B
  • Infrazioni alle norme di sicurezza (spostamenti disordinati, spintoni o sgambetti, lancio oggetti dalle finestre, ecc.)
  • Rifiuto ad eseguire incarichi o richieste dell’insegnante
  • Utilizzo di cellulari, strumenti od oggetti non autorizzati
C
  • Danni materiali causati ai compagni
  • Danni materiali causati alle attrezzature
  • Danni materiali causati agli arredi scolastici
  • Danni materiali causati alla struttura scolastica
D
  • Mancanza di rispetto nei riguardi dei compagni, dei docenti, del personale A.T.A. (violenza verbale, volgarità, minacce, molestie, ecc.)
  • Violenze fisiche
  • Furti e taglieggiamento
  • Episodi di bullismo

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Art. 40 – Sanzioni
Le sanzioni sono così classificate:

Tipi di sanzioni

Persone o organismi responsabili

A Rimprovero ed ammonizione verbale da parte del docente per infrazioni del tipo A Docente
B Ammonizione scritta sul diario o sul libretto personale da parte dell’insegnante per infrazioni del tipo B e per reiterate infrazioni del tipo A. Docente
Team Docenti
C Annotazione scritta sul registro di classe, notificata contemporaneamente ai genitori dell’alunno tramite libretto personale per infrazioni del tipo C e per reiterati comportamenti del tipo B Docente
D Esclusione dell’alunno dalla partecipazione ad uscite e/o viaggi di istruzione per reiterati e protratti comportamenti del tipo B e C e per comportamenti del tipo D Dirigente o suo delegato su proposta del Team
E Allontanamento dell’alunno dalla comunità scolastica (sospensione) per comportamenti del tipo D Consiglio di Interclasse – Dirigente o suo delegato

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Art. 41 – Allontanamento dalla scuola (sospensione)
L’allontanamento dalla scuola (sospensione) è un provvedimento al quale la scuola ricorre in caso di comportamenti gravemente scorretti ed avrà la durata per un periodo non superiori ai 15 giorni.
In caso di episodi particolarmente gravi e pericolosi per le persone e le strutture, il provvedimento di sospensione può essere adottato anche immediatamente.
Su segnalazione del Team docente, qualora si valuti opportuno ricorrere alla sanzione disciplinare della sospensione, il Dirigente provvederà a convocare un Consiglio di Interclasse straordinario ( di plesso o di classi parallele) anche utilizzando, se del caso, le vie brevi.
La comunicazione della sospensione verrà fatta alla famiglia in forma scritta dal Dirigente scolastico. I genitori verranno convocati per un colloquio con un docente del Team e con il Dirigente.

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Art. 42 – Il risarcimento di danni materiali
In presenza di danni materiali arrecati a beni di persone o a beni pubblici durante la permanenza a scuola o nel corso di gite, uscite didattiche o di attività similari, l’alunno è tenuto al risarcimento degli stessi.

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Art. 43 – Impugnazioni
Entro 3 giorni dalla comunicazione della sanzione disciplinare i genitori possono presentare ricorso all’Organo di Garanzia che risponde ai ricorrenti entro i 7 giorni successivi.

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PARTE VII – NORME SPECIFICHE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Art. 44 – Orario delle attività didattiche
Le attività didattiche si svolgono normalmente dal lunedì al sabato secondo i due modelli organizzativi del Tempo Normale e del Tempo Prolungato.
Il Tempo Normale prevede 30 ore settimanali al mattino; il Tempo Prolungato prevede 36 ore di lezione con rientri pomeridiani.
Gli orari di inizio e termine delle lezioni sono determinati dal consiglio anche in relazione all’organizzazione del servizio di trasporto.

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Art. 45 – Vigilanza sugli alunni
L’attività di vigilanza si estende durante tutto il tempo nel quale gli alunni sono affidati alla scuola e per tutte le attività che in essa si svolgono.
Essa inizia dai 5 minuti precedenti l’inizio delle lezioni e termina all’uscita degli alunni dalla scuola.
Un contributo alla vigilanza nell’ambiente scolastico viene dato dal personale ausiliario, nei corridoi, all’ingresso degli edifici, durante la ricreazione, nelle occasioni di accompagnamento di alunni o gruppi di alunni da una zona all’altra dell’edificio. Detto personale può svolgere compiti di piena sorveglianza, se espressamente richiesta, nei soli casi di momentanea assenza dell’insegnante motivata da cause gravi, impreviste ed urgenti. La sorveglianza dei docenti durante l’intervallo avviene per turni e secondo modalità stabilite all’inizio dell’a. s. dal dirigente scolastico.

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Art. 46 – Organizzazione della vita e delle attività
Gli alunni entrano negli edifici scolastici nei cinque minuti precedenti l’inizio delle lezioni dell’orario antimeridiano e dell’orario pomeridiano, si recano in modo ordinato nelle rispettive aule, dove trovano gli insegnanti ad attenderli per l’inizio delle lezioni.
Nel cambio-ora gli alunni rimangono in classe e preparano il materiale per l’ora successiva.
Nel corso delle ore di lezione gli allievi possono lasciare l’aula solo se autorizzati dall’insegnante. Gli alunni possono accedere all’aula-insegnanti, alla biblioteca e ai vari laboratori se accompagnati da insegnanti o da personale ausiliario.
In caso di temporanea assenza dell’insegnante titolare o di suo ritardo, gli studenti sono assistiti dal personale ausiliario di servizio nel relativo piano, che segnala al capo d’istituto l’assenza dell’insegnante entro 5 minuti dall’inizio dell’ora.
L’utilizzo dei servizi da parte degli alunni non deve disturbare il regolare svolgimento delle lezioni: alla prima ed alla quarta ora l’uscita è consentita solo in caso urgente, di norma un alunno alla volta, fermo restando che (anche nelle altre ore) spetta all’insegnante valutarne, di volta in volta, l’opportunità.
Il personale ausiliario di sorveglianza al piano controlla affinchè gli alunni non si attardino per i corridoi o si rechino altrove.
Al termine delle lezioni l’uscita avviene per classi, sotto la sorveglianza del personale docente che accompagna le stesse fino al termine della scalinata esterna.
L’intervallo si effettua con una durata di 15 minuti complessivi nei cortili scolastici; in caso di maltempo o di inagibilità del cortile, è effettuata nei corridoi del piano rialzato e del piano terra. L’insegnante della terza ora sovrintende l’uscita di tutti gli alunni dall’aula. La sorveglianza viene effettuata dai docenti secondo turni fissati dal capo d’istituto e pubblicati all’albo della scuola.
Quando l’intervallo viene fatto all’esterno, tutti gli alunni devono uscire, salvo per fruire dei servizi al piano rialzato o per particolari motivi, segnalati ai docenti di sorveglianza all’interno dell’edificio. L’intervallo si svolge sempre nel rispetto delle persone (studenti e personale) e dell’ambiente (piante, spazi verdi, attrezzature).
Per le classi a tempo prolungato nei giorni di rientro pomeridiano è effettuato un intervallo di durata massima di 10 minuti .Per detto periodo si applicano le regole sopraindicate.
Le assenze e i ritardi vanno sempre giustificati da uno dei genitori tramite il libretto personale. La verifica della giustificazione e l’ammissione alle lezioni sono curati dall’insegnante della prima ora.
In caso di mancata giustificazione l’alunno viene ugualmente accolto e contestualmente va ripetuta la richiesta di giustifica alla famiglia.
L’uscita anticipata per giustificati motivi potrà avvenire con prelievo da parte di un genitore o di un parente maggiorenne.
Dopo quattro assenze per motivi diversi dalla malattia, la giustificazione verrà fatta personalmente da un genitore al capo di istituto o al suo collaboratore.
All’inizio di ogni anno scolastico viene compilato per ogni classe un elenco degli alunni che fruiscono del sevizio mensa; esso può essere aggiornato in corso d’anno con l’inserimento di ulteriori nominativi o il loro ritiro.
La famiglia, tramite il libretto personale o altro strumento, dà comunicazione alla scuola nei casi di non fruizione temporanea o in caso di ritiro.
Al suono del campanello dell’ultima ora gli alunni che fruiscono della mensa si recano ai servizi e successivamente raggiungono nell’atrio della scuola gli insegnanti incaricati dell’assistenza educativa.
Il tragitto fino alla mensa dovrà avvenire ordinatamente per classi. Al ritorno, i soli alunni che hanno fruito della mensa entrano nel cortile e/o nei locali scolastici.
Il servizio di assistenza educativa è svolto, di norma, in ragione di un docente per classe o per ogni 20 alunni se appartenenti a classi diverse; deroghe possono essere determinate dal capo di istituto per situazioni particolari.
Gli alunni portano a scuola solo il materiale necessario all’attività scolastica. I docenti stabiliscono nei consigli di classe i libri ed altro materiale didattico che gli alunni devono portare a scuola nei vari giorni, tenendo in considerazione sia le lezioni del giorno sia il carico da portare a scuola.
Ogni oggetto dannoso o di disturbo per sé o per gli altri viene ritirato dall’insegnante che lo riconsegnerà alla famiglia.
In caso di introduzione di materiale non pertinente o dannoso si applicano le sanzioni previste nell’apposito regolamento.
I telefoni cellulari possono essere usati esclusivamente durante la ricreazione o la pausa mensa per comunicazioni urgenti.
I compiti dimenticati verranno richiesti per la lezione successiva.
Il libretto personale, che è uno strumento di comunicazione e collaborazione tra la scuola e la famiglia, deve accompagnare sempre l’alunno; va tenuto con cura ed in caso di smarrimento o esaurimento va immediatamente sostituito.
Nel libretto sono riportate – tra l’altro – le note derivanti da sanzioni e le note di merito.
I genitori controllano quotidianamente il libretto personale.
I docenti sono tenuti a controllare l’avvenuta ricezione da parte delle famiglie degli avvisi riguardanti modifiche d’orario (uscite anticipate, sospensione delle lezioni…).
Agli alunni è fatto divieto di fumare nei locali e nei cortili scolastici nonché durante le varie attività scolastiche svolte in altri ambienti in occasione di stage, uscite didattiche, gite…
Analogo divieto si applica a tutto il personale docente e non docente e a quanti, a vario titolo, (genitori, fornitori, esperti) instaurano rapporti con la scuola.

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Art. 47 – Criteri e procedure per la formazione delle classi prime
La composizione delle classi avviene nel rispetto dei seguenti criteri:

  • l’equieterogeneità degli alunni in ciascuna delle classi in relazione al genere e al grado di maturità raggiunto;
  • la scelta del modello organizzativo: Tempo Normale o Tempo Prolungato;
  • la lingua straniera richiesta;
  • l’opportunità di inserire in una stessa classe alunni provenienti dalla medesima frazione (Tarmassia o Pellegrina);
  • le indicazioni fornite dalle insegnanti delle classi di provenienza.

La procedura di formazione avviene per sorteggio degli alunni collocati nei vari raggruppamenti o fasce curata da una commissione composta dal dirigente e da almeno 3 docenti di scuola media.
Gli alunni che si iscrivono nel corso dell’anno scolastico sono assegnati alla classe meno numerosa o in caso di parità numerica a quella individuata per sorteggio.
Nel caso vi siano più alunni da assegnare si sorteggia l’ordine di inserimento degli alunni e quindi si procede come indicato nel punto precedente.
Tali operazioni si applicano – se le disponibilità nella scuola lo consentono – nel rispetto delle scelte della famiglia in ordine al tipo di scuola (Tempo normale o Tempo prolungato) ed in ordine alla lingua studiata nella precedente scuola.
Nelle operazioni indicate nel presente articolo, ove sia necessario privilegiare criteri psico-pedagogici segnalati dai docenti e/o dal dirigente, l’assegnazione viene fatta in deroga ai meccanismi del sorteggio ma sempre nel rispetto del principio di equieterogeneità.
Il consiglio di istituto potrà prendere visione degli atti relativi alle operazioni effettuate dalla commissione.

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PARTE VIII – STATUTO DELLE STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI DI SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

TITOLO I: PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ

Art. 48 – Patto educativo di corresponsabilità
L’istruzione, la formazione e l’educazione dei minori richiede l’impegno corresponsabile della scuola, della famiglia e degli alunni. Per favorire l’integrazione degli interventi e la responsabilità di tutti i soggetti coinvolti viene predisposto il presente Patto Educativo di corresponsabilità che impegna la scuola, la famiglia e, in modo crescente e proporzionato all’età, anche l’alunno.
Il Patto Educativo di Corresponsabilità si fonda sul riconoscimento e sulla realizzazione attiva e consapevole degli impegni qui di seguito indicati.

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Art. 49 Impegni dei genitori

  • educare i figli al senso di responsabilità ed al rispetto degli altri per costruire una comunità scolastica più accogliente per tutti;
  • partecipare alle iniziative e agli incontri organizzati dalla scuola;
  • collaborare in maniera costruttiva alle varie attività;
  • controllare il materiale scolastico e l’esecuzione dei compiti di casa;
  • assicurare ai figli un ambiente idoneo alla concentrazione e alla comunicazione favorendo un rapporto di dialogo;
  • collaborare con gli insegnanti per rimuovere le cause di eventuali difficoltà scolastiche dei figli;
  • scegliere e controllare che l’abbigliamento dei figli sia consono al luogo;
  • aiutare i figli a crescere nel rispetto degli insegnanti e di tutte le persone che lavorano nella scuola;
  • dedicare tempo e impegno personale ai figli ed alla scuola per favorire una formazione umana e culturale adeguata.

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Art. 50 – Impegni dei docenti

  • creare un ambiente sereno dove gli alunni si sentano accettati e valorizzati nella loro diversità;
  • ascoltare gli alunni e dialogare con loro;
  • promuovere positive relazioni all’interno della classe e nella comunità scolastica;
  • illustrare l’offerta formativa ai genitori e agli alunni rendendoli consapevoli e partecipi delle attività e dei traguardi da raggiungere;
  • proporre in modo chiaro e motivante i contenuti disciplinari indicati nella programmazione educativa di classe e adeguati ai bisogni formativi specifici degli alunni, assicurandone l’opportuna gradualità di attuazione;
  • utilizzare appropriate metodologie nell’insegnamento e nella valutazione;
  • favorire l’apprendimento stimolando gli interessi degli alunni, considerando le loro capacità e diversificando le proposte;
  • aiutare gli alunni a costruire un proprio metodo di studio;
  • specificare il materiale necessario per il lavoro in classe;
  • assegnare il lavoro pomeridiano tenendo conto del carico giornaliero;
  • comunicare, attraverso il libretto personale, i risultati ottenuti e dare in tempi utili alla famiglia informazioni su eventuali difficoltà e problemi;
  • usare un linguaggio e un atteggiamento rispettosi ed educativi atti a promuovere nell’alunno una positiva immagine dì sé.

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Art. 51 Impegni degli alunni

  • rispettare le regole della scuola;
  • rispettare le opinioni degli altri, anche se non le condividono;
  • tenere un comportamento educato e rispettoso;
  • rispettare gli insegnanti e il personale della scuola, nel comportamento, nel linguaggio;
  • aver cura delle proprie cose e rispettare quelle degli altri;
  • essere muniti dell’occorrente necessario per lo svolgimento delle attività didattiche previste;
  • svolgere e completare i compiti assegnati;
  • cogliere ed apprezzare le diversità dei compagni ed aiutare gli altri in relazione alle proprie potenzialità;
  • esprimersi con un linguaggio adeguato.

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TITOLO II: SANZIONI

Art. 52 – Principi generali
La scuola favorisce la costruzione di una cittadinanza attiva negli alunni utilizzando modalità educative e preventive. Il provvedimento disciplinare costituisce uno strumento subordinato e sussidiario e, quando è utilizzato, deve avere finalità educative, cioè tendere a rafforzare il senso di responsabilità personale e a ripristinare rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.
Nessuno può essere sottoposto a sanzioni senza essere stato invitato prima ad esporre le proprie ragioni.
La responsabilità disciplinare è personale.
Nessuna infrazione disciplinare legata al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
Nella irrogazione è doveroso tener conto della situazione personale dello studente e del contesto familiare.
Le infrazioni commesse durante l’esame saranno valutate dalla commissione d’esame.
La gravità dell’infrazione e la determinazione della sanzione da applicare sono stabilite in base ai seguenti aspetti:

  1. rilevanza della regola e dell’obbligo violato;
  2. intenzionalità del comportamento o grado di negligenza;
  3. entità del danno o del disservizio procurato;
  4. ripetizione delle violazioni e delle sanzioni in precedenza applicate.

Le comunicazioni e gli atti relativi a provvedimenti disciplinari sono assunti nel protocollo riservato e trattati nel rispetto della normativa di tutela dei dati personali.

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Art. 53 – Le tipologie della sanzioni
Ai fini del presente regolamento sono individuate, in ordine di gravità, le seguenti sanzioni :

  1. ammonimento verbale (o richiamo);
  2. ammonimento scritto (o nota);
  3. avviso scritto ai genitori con eventuale convocazione;
  4. allontanamento dalla classe con obbligo di permanenza a scuola, allontanamento da attività integrative
  5. sospensione dalla scuola fino a 15 giorni.
  6. sospensione dalla scuola per più di 15 giorni, fino alla fine delle lezioni, esclusione dallo scrutinio finale, non ammissione all’Esame di Stato.

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Art. 54 – Mancanze disciplinari e sanzioni
I comportamenti che configurano mancanze disciplinari, le relative sanzioni e gli organi competenti ad irrogarle sono indicate nella seguente tabella.
I comportamenti riguardanti offese, aggressioni verbali e fisiche danneggiamenti e furti a compagni e personale della scuola , sono sanzionati anche nei momenti immediatamente precedenti e successivi agli orari scolastici e negli spazi prossimi l’edificio scolastico di cui il personale scolastico abbia diretta constatazione o piena conoscenza tramite ricostruzione con testimonianze plurime e affidabili momenti immediatamente precedenti e successivi agli orari scolastici.

  1. Comportamenti inerenti la frequenza regolare e la partecipazione alle attività scolastiche:
Comportamenti Sanzioni Organo che irroga
Mancata giustificazione di assenza Segnalazione sul registro di classe e successiva comunicazione alla famiglia sul libretto personale Docente
Ritardi ripetuti, anche nei rientri da intervalli, pause mensa, o altro Ammonimento verbale e annotazione sul registro di classe; dopo 5 ritardi, convocazione dei genitori Docente e/o Dirigente Scolastico
Introduzione e uso di oggetti e materiali non pertinenti l’attività scolastica Sanzione opportuna con ritiro dei materiali; in caso grave, convocazione dei genitori per loro restituzione Singolo docente e/o Dirigente Scolastico
Uso improprio di comunicazione con il cellulare Sanzione opportuna con sequestro del cellulare, trattenimento di esso per 8 gg o fino alla consegna ai genitori Coordinatore di classe o Dirigente Scolastico
Omissione ripetuta dei doveri scolastici o ripetuti richiami ad essi (compiti non eseguiti, materiali dimenticati, dimenticanza del libretto personale, note sul registro di classe) Avviso alla famiglia Coordinatore di Classe o Dirigente Scolastico
Reiterato disturbo al regolare svolgimento delle lezioni Nota sul libretto personale e sul Registro di classe; dopo 5 note convocazione dei genitori Docente e/o Dirigente Scolastico
Firme non autentiche Per ogni constatazione: comunicazione alla famiglia. Dopo 3 constatazioni, convocazione dei genitori Singolo docente; Dirigente Scolastico

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  1. Comportamenti inerenti il rispetto degli altri e dell’ambiente scolastico:
Comportamenti Sanzioni Organo che irroga
Fumo in ambito scolastico Ammonimento scritto sul libretto. Se reiterato, convocazione dei genitori Docente e/o Dirigente Scolastico
Abbigliamento non adeguato all’ambiente educativo-scolastico Richiamo verbale Docente
Offese ai compagni e comportamenti non improntati ad una convivenza civile in ogni ambito scolastico (in classe, mensa, escursioni, …) Nota nel registro e sul libretto. Docente. In casi particolarmente gravi: il Dirigente Scolastico con convocazione dei genitori
Danneggiamenti arredi ed aule Nota sul registro con impegno a pulizia da parte dell’alunno (o del gruppo o della classe d’appartenenza in caso di responsabilità diffusa); oppure risarcimento del danno Docente e/o Dirigente Scolastico
Atteggiamenti violenti o aggressivi, anche verbali;
episodi di prevaricazione (singoli o di gruppo);
offese agli insegnanti e al personale della scuola.
In funzione della gravità della reiterazione:

  1. convocazione dei genitori;
  2. esclusione da particolari attività (integrative, extracurriculari, viaggi di istruzione…);
  3. allontanamento dalle attività di classe fino ad un massimo di 2 giorni con permanenza a scuola;
  4. Sospensione fino a 15 giorni;
  5. Sospensione per più di 15 giorni, fino alla fine delle lezioni, esclusione dallo scrutinio finale, non ammissione all’esame di stato.
Dirigente Scolastico su proposta del docente per l’esclusione delle attività di classe per breve periodo per sanzioni a) e b)
 
Dirigente Scolastico sentito il docente coordinatore
 
Dirigente Scolastico su delibera del Consiglio di Classe
 
Dirigente Scolastico su delibera del Consiglio di Istituto
Offese alla morale, al gruppo o cultura di appartenenza, alle religioni.
  1. avviso ai genitori;
  2. allontanamento dalle attività di classe fino a 2 giorni con permanenza a scuola
  3. dopo 3 recidive che abbiano implicato sanzioni precedenti: sospensione fino a 15 giorni.
Dirigente Scolastico per sanzioni a) e b)
Dirigente Scolastico su delibera del Consiglio di Classe
Reati di danneggiamenti, furti ai danni di compagni, insegnanti o istituzione In funzione della gravità e della reiterazione:

  1. avviso ai genitori con convocazione e restituzione;
  2. allontanamento dalle attività di classe e fino ad un massimo di 2 giorni con permanenza a scuola;
  3. sospensione fino a 15 giorni, coinvolgimento dei servizi sociali o dell’autorità giudiziaria;
  4. sospensione per più di 15 giorni, ovvero esclusione dallo scrutinio finale, non ammissione all’esame di Stato.
Dirigente Scolastico
 
Dirigente Scolastico sentito il Coordinatore di classe
 
Dirigente Scolastico su delibera del Consiglio di Classe
 
Dirigente Scolastico su delibera del Consiglio di Istituto

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  1. Comportamenti inerenti le norme di sicurezza e le regole della vita scolastica
Comportamenti Sanzioni Organo che irroga
Mancato rispetto di regolamenti specifici riguardanti l’uso degli spazi scola-stici, l’esodo, l’uso di mezzi e servizi di sicurezza, ecc. In relazione alla gravità ed alle reiterazioni: richiamo o nota Docente
Comportamenti che possono generare situazioni di grave pericolo per sé, per gli altri e per le strutture In funzione della gravità e della reiterazione:

  1. convocazione dei genitori;
  2. allontanamento dalla classe;
  3. sospensione fino a 15 giorni, coinvolgimento dei servizi sociali o dell’autorità giudiziaria;
  4. sospensione per più di 15 giorni ovvero esclusione dallo scrutinio finale, non ammissione all’esame di Stato.
Capo di Istituto per sanzioni a) e b)
 
Dirigente Scolastico su delibera del Consiglio di Classe
 
Dirigente Scolastico su delibera del Consiglio di Istituto

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TITOLO III: SOGGETTI E PROCEDURE DELL’AZIONE SANZIONATORIA

Art. 55 – Procedure per l’applicazione delle sanzioni
Per l’applicazione delle sanzioni si rispettano le seguenti procedure:

  1. Ammonimento verbale (o richiamo)</strong >
    E’ inflitto dall’insegnante in occasione del verificarsi del comportamento scorretto con annotazione sul registro personale dell’insegnante.
  2. Ammonimento scritto (o nota)
    1. sul libretto
    2. sul registro di classe

    E’ inflitto dall’insegnante che ha rilevato la mancanza; l’ammonimento sul registro di classe va controfirmato dal dirigente scolastico o docente collaboratore del Dirigente scolastico.

  3. Avviso scritto ai genitori ed eventuale loro convocazione
    É proposto dall’insegnante coordinatore di classe al dirigente scolastico dopo reiterazioni di mancanze e consiste nella comunicazione alla famiglia della situazione disciplinare con invito alla collaborazione educativa; la proposta può contenere la convocazione di colloquio con lo stesso insegnante o con il dirigente scolastico.
  4. Allontanamento (o sospensione) dalla classe con obbligo di permanenza a scuola.
    Tale sanzione può prevedere l’allontanamento dalla classe fino ad un massimo di due giorni o da attività pomeridiane per un massimo di durata di due mesi, l’esclusione da attività integrative (gite, manifestazioni sportive, …).
    La sanzione è proposta in forma scritta al Dirigente Scolastico dall’insegnante che ha rilevato l’infrazione o che per primo ne è venuto a conoscenza, dopo aver accertato accuratamente lo svolgimento dei fatti (e cioè dopo aver ascoltato l’alunno indiziato dell’infrazione e altri testimoni).
    Il Dirigente Scolastico sentito il coordinatore di classe procede alla irrogazione della sanzione.
    L’alunno in tal caso è impegnato in attività di studio con compiti ed attività predisposti dai docenti di classe.
    L’atto formale di irrogazione contenente l’infrazione e la sanzione sarà comunicato con anticipo di 5 giorni alla famiglia rispetto all’applicazione della sanzione.
    La sanzione diventa immediatamente esecutiva in casi eccezionali; in tal caso la famiglia potrà essere informata con convocazione o, nell’impossibilità, con mezzo telefonico.
  5. Sospensione dalla scuola fino ad un massimo di 15 giorni.
    É irrogata con decreto dal Dirigente Scolastico a conclusione delle seguenti procedure.
    Chiunque venga a conoscenza di comportamenti di rilevante gravità passibili di sospensione ne dà immediata comunicazione per iscritto al Dirigente Scolastico.
    Il Dirigente Scolastico conduce in tempi brevi una istruttoria intesa ad accertare i fatti, ascoltando in ogni caso l’alunno o gli alunni incolpati, privatamente od anche in contraddittorio tra loro e con eventuali testimoni.
    L’istruttoria viene conclusa a seconda degli elementi accertati con: l’archiviazione del caso, l’irrogazione di una sanzione di propria competenza, ovvero con il deferimento del caso al consiglio di classe con la proposta di sospensione dalla scuola e contestuale comunicazione alla famiglia.
    Quando il fatto è stato commesso in concorso tra alunni appartenenti a più classi, i consigli di classe competenti procedono unificati.
    Il Consiglio di classe, nella sola componente docenti, è convocato entro 5 giorni per esaminare i fatti e le giustificazioni dello studente e deliberare la sanzione.
    La delibera dovrà contenere in sintesi lo svolgimento dei fatti, le infrazioni rilevate, la sanzione applicata, l’indicazione di un docente “mediatore” incaricato di curare la comunicazione con la famiglia, l’organizzazione delle attività scolastiche, da svolgere nel periodo di sospensione.
    Nei casi di comportamenti gravi e socialmente pericolosi la sanzione è immediatamente applicata con convocazione immediata dei genitori.
    Negli altri casi la sanzione diventa operativa dopo 10 giorni in assenza di ricorso da parte della famiglia al Comitato di Garanzia.
  6. Sospensione dalla scuola per più di 15 giorni, esclusione dallo scrutinio finale, non ammissione all’Esame di Stato.
    Tali sanzioni sono applicabili nei casi di commissione di reati o comportamenti pericolosi per l’incolumità delle persone, recidiva o per atti di violenza grave.
    La sanzione è irrogata dal Dirigente Scolastico a seguito di delibera del Consiglio di Istituto.
    La delibera dovrà contenere in sintesi lo svolgimento dei fatti, le infrazioni rilevate la sanzione applicata, l’indicazione di un docente “mediatore” incaricato di curare la comunicazione con la famiglia e con i servizi scolastici, l’organizzazione delle attività scolastiche, da svolgere nel periodo di sospensione, il rientro dell’alunno dopo la sospensione.
    La proposta della sanzione è formulata dal Consiglio di classe con una procedura analoga a quella indicata nel precedente punto 5.
    Il Dirigente Scolastico trasmette una sintetica relazione sui fatti accaduti alla famiglia.
    Il Consiglio di Istituto è convocato entro 10 giorni per esaminare e deliberare in merito.
    A tal fine il Consiglio acquisisce tutti gli atti, ascolta i genitori dell’alunno incolpato ed eventuali testimoni, acquisisce memorie scritte formulate dai genitori.
    La sanzione deliberata diventa esecutiva dopo i termini di eventuale presentazione di ricorso (15 giorni dalla comunicazione alla famiglia) o eventualmente dopo la decisione dell’organo di garanzia a seguito di ricorso formulato dalla famiglia o da quanti hanno interesse.
    Nei casi di comportamenti pericolosi per l’incolumità delle persone, l’allontanamento è immediato; la sanzione diventa definitiva in assenza di ricorso ovvero con l’esito negativo del ricorso.

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Art. 56 – Conversione della sanzione
Le sanzioni del presente regolamento possono essere commutate in attività di collaborazione con il personale della scuola, riparazione dei danni, riordino e pulizia, abbellimento degli spazi scolastici.
La determinazione in merito è assunta da dirigente scolastico su proposta dell’organo che ha inflitto la sanzione

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Art. 57 – Risarcimento del danno in caso di danneggiamento volontario
Nel caso di atti vandalici, danneggiamento volontario di strutture, arredi, attrezzature scolastiche o effetti personali di compagni e del personale della scuola, gli studenti responsabili sono tenuti al risarcimento dei danni arrecati o alla riparazione degli stessi.
Il risarcimento del danno costituisce un fattore di responsabilizzazione nei confronti degli alunni e delle famiglie.
Nel caso in cui non si riesca ad individuare l’autore o gli autori delle azioni dannose, saranno chiamati a risarcire tutti gli studenti della classe o del gruppo, allorché è rilevata una corresponsabilità del gruppo.
Chi accerta il danno deve tempestivamente segnalarlo per iscritto, mediante una relazione dettagliata, al Dirigente Scolastico.
Il Dirigente Scolastico provvede a comunicare alla /e famiglia/e l’entità del danno che dovrà essere risarcito alla scuola tramite bollettino di conto corrente postale.
Il risarcimento del danno potrà essere convertito, solo eccezionalmente, in azioni riparatorie dal Dirigente Scolastico.

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Art. 58 – Riabilitazione
Trascorsi 4 mesi dalla applicazione di sanzione disciplinare, su proposta dell’organo che ha irrogato la sanzione, l’alunno può ottenere la riabilitazione. Questa consiste nel formale riconoscimento, comunicato anche alla famiglia, che l’alunno ha tenuto un comportamento corretto e collaborativo, ponendo fine alle situazioni che avevano determinato la sanzione disciplinare.

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TITOLO IV: RICORSI E ORGANISMI DI GARANZIA

Art. 59 – Ricorsi
Avverso sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte dei genitori dell’alunno o dell’alunna entro 10 giorni dalla comunicazione; per la sanzione di sospensione per un periodo superiore a 15 giorni, il ricorso è ammesso entro 15 giorni dalla comunicazione.
Il ricorso deve avere una forma scritta, deve essere rivolto all’Organo di Garanzia della scuola e deve essere presentato al Dirigente Scolastico che provvede ad assumerlo al registro del protocollo e a convocare l’Organo di Garanzia. L’Organo di Garanzia, presieduto dal Dirigente Scolastico, decide l’esito di ciascun ricorso entro 6 giorni dalla data del suo recepimento.
L’Organo di Garanzia non può decidere su alcun ricorso senza previa separata audizione dei Genitori dell’alunno e dell’autorità scolastica che ha irrogato la sanzione disciplinare.
Della decisione dell’Organo di Garanzia il presidente è tenuto a dare comunicazione scritta entro tre giorni dalla data della decisione ai genitori dell’alunno.

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Art. 60 – Organo di garanzia
L’ Organo di Garanzia è composto da 2 docenti e 2 genitori designati dal Consiglio di Istituto ed è presieduto dal Dirigente Scolastico.
L’Organo di Garanzia dura in carica tre anni e viene rinnovato in coincidenza del rinnovo del Consiglio di Istituto; in caso di incompatibilità, dimissioni o perdita di requisito si procede a surroghi – anche temporanee – di componenti supplenti; in caso di esaurimento dei nominativi si procede a nuova elezione o designazione.

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Art. 61 – Funzionamento dell’Organo di Garanzia
Il Dirigente Scolastico, in qualità di presidente, dell’Organo di Garanzia, riceve i ricorsi, convoca l’Organo, nomina il segretario, presiede le sedute. Il segretario redige i verbali e gli atti. L’organo è validamente riunito se debitamente convocato e se sono presenti almeno altri due membri oltre al Presidente. A parità di voti prevale il voto del Presidente.
Non è consentito ai membri dell’Organo di Garanzia partecipare a procedura di ricorso che riguardi parente o riguardi alunno per il quale il Consiglio di Classe di appartenenza ha proceduto ad irrogare la sanzione disciplinare oggetto di ricorso.

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Art. 62 – Pubblicizzazione e sottoscrizione del Patto di Corresponsabilità Educativa
E’ assicurata una adeguata informazione e pubblicizzazione dei contenuti del presente Patto mediante:

  • inserimento nel sito dell’Istituto;
  • presentazione alle famiglie all’atto dell’iscrizione;
  • presentazione, nell’ambito dei progetti di accoglienza, agli alunni di classe 1^, nelle prime settimane scolastiche dai Docenti Coordinatori;

Ai fini della sottoscrizione del presente Patto si procede alla sua illustrazione e consegna a ciascuna delle famiglie degli alunni di Classe 1ª nel corso della prima assemblea che avrà luogo entro 10 giorni dall’inizio delle lezioni di ciascun anno scolastico.
Con l’atto di consegna e di accettazione, il Patto risulta sottoscritto; le parti la scuola, la famiglia e gli alunni, si impegnano a darne piena attuazione.

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PARTE IX – NORME TRANSITORIE E FINALI

Art. 63- Approvazione e modifiche del regolamento
Il presente regolamento è stato approvato dal consiglio di Istituto in data 13/06/2003 e integrato nella seduta del 29/06/2015
Potrà essere modificato con la maggioranza assoluta dei componenti su proposta: di un terzo dei suoi membri, della giunta esecutiva, di 1/3 del collegio dei docenti.

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Art. 64 – Entrata in vigore
Il presente regolamento e ogni sua eventuale modifica successivamente approvata entrerà in vigore il 15° giorno successivo alla sua approvazione.

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Art. 65 – Norma finale
Le norme contenute nel presente regolamento hanno vigore fatte salve differenti disposizioni apportate da leggi e contratti. Per quanto non previsto dal presente regolamento si fa riferimento alla normativa in vigore.

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